Paolo Finoglio l’altro sguardo
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Prefazione

  
Paolo Finoglio l’altro sguardo
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La memoria dello spietato conte di Conversano, Giangirolamo II Acquaviva, si sa, sfuma nella leggenda. La tradizione locale ne ha fatto il mito negativo della sua storia, proiettando in quel momento critico del feudalesimo meridionale, fra l’affermarsi del dominio spagnolo e le ultime resistenze della autonomia politica signorile, l’immagine delle sue sventure secolari e della decadenza provinciale. 

La singolare spregiudicatezza di un feudatario, che sul piano politico trovò alleate contro le sue ambizioni egemoniche le due forze imperanti nel Meridione, lo stato spagnolo e la Chiesa romana, è divenuta, per un popolo socialmente oppresso e per una borghesia protesa alla liberazione dai vecchi vincoli feudali, il simbolo dell'antico regime. 

Rimase il ricordo, ma anche la testimonianza concreta, di un eccezionale progetto di sontuosità cortigiana, inserito tuttavia in una dimensione culturale di notevole attualità. L’illustrazione della Gerusalemme liberata, contenuta nelle grandi tele del castello, rispecchiava la fama di un libro che cantava l’epopea feudale prospettando l'ambiguo incantesimo del piacere mondano e allo stesso tempo evocando la recente definitiva vittoria cristiana e latina sui barbari Turchi e la pace restaurata. Quantunque si tentasse di fare del mecenate, che aveva voluto alla sua corte il pittore di quelle tele maestose, l’altra faccia dello spietato signore, le due immagini rimasero sostanzialmente distinte, e fu quest'ultima piuttosto ad agire sulla prima, facendo dimenticare quello splendore racchiuso nelle pareti private del castello. 

Ora la riscoperta di questo tesoro pittorico, avvenuta sull’onda della rivalutazione del manierismo e del barocco, non attraverso l’indagine della complessa civiltà del tardo Rinascimento nelle regioni meridionali, non poteva che proporre in primo piano la figura dell’artista, Paolo Finoglio, piuttosto che quella del discusso committente. Ma il recupero della complessiva vicenda storica di quei decenni critici, in cui veramente si spegneva un Rinascimento che aveva appena tentato le sue prove, non può avvenire se non attraverso la rilettura di quella testimonianza artistica, che ha del favoloso e dell’enigmatico. 

E se la rilettura si arrischia sulla strada di metodologie inconsuete, che attendono appunto una verifica, come nei saggi qui raccolti, l'intelligenza storica del fenomeno non ne sarà oscurata. Sarà necessario semmai riconnettere le fila del discorso ad un livello più complesso di quello che possa offrire il rapporto sociologicamente inteso fra l'organismo politico del potere e le sue manifestazioni, o i suoi strumenti operativi, fra cui l'arte occupa un posto così preminente. Che è quanto ci auguriamo nel caso di un fenomeno quanto mai interessante e sintomatico, quantunque “minore” del Seicento meridionale. 

prof. Francesco Tateo

Scheda bibliografica
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Autore Titti Matera De Bellis, Santa Fizzarotti Selvaggi,  Anna Nunziante e Enzo D Gioia
Titolo

Paolo Finoglio l’altro sguardo

Editore Schena Editore
Prezzo s.p.i.
data pub.

aprile 1983

In vendita presso:
fuori produzione
 

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