Presentazione
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Dalle Benedettine ai nostri giorni
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E' sempre una gradita occasione sfogliare un'opera letteraria dell'avvocato Giuseppe Lovecchio. E rimane per me un grande omaggio, oltre che un sincero piacere, poterne apprezzare la genesi e l'evoluzione continua, nonché presentame al lettore il soggetto.
In questa occasione, lo studio davvero lodevole e attento dell'avvocato Lovecchio ci ha regalato una ricostruzione storica scrupolosa e appassionata la quale, insieme ad un approfondimento preciso ed equilibrato, consente a tutti noi di riscoprire la storia del nostro beneamato "Stabilimento di Beneficenza", per usare il termine col quale gli ospedali furono definiti nel primo documento legislativo del 1820.
L'Ospedale Civile "Florenzo Jaia" è, per ogni conversanese, sinonimo di orgoglio e prestigio, sia per la longevità dell'istituzione sia per la innegabile importanza strutturale del presidio stesso.
La pubblicazione di questa importante opera proprio in tempi davvero difficili e privi di gloria per il nostro nosocomio, tra l'altro, consentirà ai cittadini di Conversano di riscoprire con maggiore entusiasmo l'amore e la passione per un'istituzione fondamentale della nostra città.
Continuare poi a rivolgere con fierezza ed ammirazione la nostra riconoscenza nei confronti di tutti coloro che hanno realizzato e reso glorioso il "Florenzo Jaia": non può che essere questo volume lo strumento più appropriato per rinsaldare il vincolo di affetto indissolubile con il passato e la storia più falgida del nostro Ospedale, affinché le difficoltà contingenti vengano presto messe da parte da una pronta e tanto auspicata rinascita.
L'avvocato Giuseppe Lovecchio, con questa sua nuova encomiabile iniziativa, continua a dar lustro alla nostra amata Città, riuscendo anche a trasmetterci il profondo sentimento ed il legarne filiale nel confronti di Conversano che ne pervade l'intera produzione letteraria.
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Il Sindaco avv. Francesco ludice
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Recensito per "Scaffale" da Francesco Saverio Iatta
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Dalle Benedettine ai nostri giorni
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Dopo “L’esimio dottor Jaja” di Mario Giannini (Arti Grafiche Scisci, Conversano 2004) - che incentrava la sua attenzione precipuamente sulla figura cui si deve di fatto l’iniziale affermazione del nostro nosocomio sin anche fuori di Terra di Bari, evento che poi lo ha fatto intitolare per l’appunto a “Florenzo Jaja” - il nostro ospedale civile ridiviene oggetto, a distanza di soli due anni dalla precedente monografia, di una nuova ricerca. È un documentatissimo saggio dovuto all’avvocato Giuseppe Lovecchio (“L’ospedale civile Florenzo Jaia. “Dalle Benedettine ai nostri giorni”, Arti Grafiche Scisci 2006.) che ricostruisce non solo la storia del nostro nosocomio - e quindi per ciò stesso la sua medesima affermazione sin anche fuor di Terra di Bari - ma che documenta, altresì, anche i motivi di un successo che, nel recente passato, gli arrise. Che fu indubitabilmente affatto modesto. E che sì è rilevato anche letteralmente legato a una conquistata cui ha contribuito il concorso delle più vigili intelligenze - politiche e non- della nostra comunità quando queste hanno saputo - anzitutto con la loro fattiva, oculata preveggenza - valorizzare competenze professionali forestiere e cittadine ma, naturalmente, all’unico scopo di creare una struttura ospedaliera all’avanguardia e, quindi, così in sintonia con le più pressanti richieste tal che poi le competenze di chi operava all’interno dell’Ospedale civile Florenzo Jaja sono divenute il patrimonio non solo di una comunità, quella conversanese, quanto poi pure di un’intera regione che sovente ha dovuto far capo alle qualificate competenze che vi si erano conquistate grazie alla dedizione di chi la dirigeva il nostro nosocomio e che ha permesso che i suoi qualificati operatori, quanto anche la stessa struttura sanitaria che avevano approntato, finisse con il proporsi all’attenzione generale: con unanimi, gratificanti consensi. L’avvocato Giuseppe Lovecchio quindi nella sua ultima ricostruzione storica ripercorre, puntualmente, il non semplice iter che il nosocomio conversanese e chi lo ha diretto ha saputo bellamente superare “Dalle Benedettine ai nostri giorni”. Questo saggio poi conclude - in maniera oltremodo egregia - la trilogia che il Nostro avvocato aveva intenzione (realizzandola con perizia oltremodo lodevole) di dedicare a tre delle più benemerite istituzioni della nostra comunità che hanno, o hanno avuto fini e scopi solidaristici. Infatti il saggio su “L’ospedale civile Florenzo Jaia“. vien dopo i volumi dedicati alla “Storia della Società Operaria” e quindi a quello consacrato alle “Confraternite”. E la trilogia, per ciò, si conclude quindi davvero in bellezza. Infatti il volume dedicato a “L’ospedale civile Florenzo Jaia“, pur compendiandoli, ricostruisce - nelle sue 215 pagine di grande formato, doviziosamente illustrate - ben duecento anni di storia del nostro nosocomio e quindi poi pure una fetta, non modesta della storia della nostra comunità. Si rammenti, in proposito, che per lungo tempo, il nostro nosocomio è stato, per l’appunto,la maggior fonte di lavoro per molti dei più noti professionisti e funzionari. Quelli ricostruiti dall’avvocato Lo vecchio son, infatti, gli anni che di fatto sono trascorsi da quando le “benedettine” si accollarono il compito di dar vita allo “Stabilimento di Beneficenza” che è poi confluito nelle cosiddette “Opere pie di Conversano” sin quando, malauguratamente, negli ultimi anni: il nostro Ospedale civile è stato brutalmente declassato. Maldestramente declassato - sostiene l’avvocato e noi con lui conveniamo totalmente - a seguito di una serie di provvedimenti di natura speciosamente politica che, depotenziando lo Jaja, hanno, però, finito con il premiare - per preminenti, quasi esclusivi motivi di natura politica - altri nosocomi che avevano in comune con il nostro nosocomio lo stesso bacino di utenza ma che al contrario dell’Ospedale civile conversanese - tuttora mancano, addirittura, di una struttura degna d’ospitare un ospedale così come oggi lo auspicano i più avvertiti esperti della materia. Nella corso della ricostruzione della nascita e quindi del declassamento del nostro ospedale, l’avvocato Lovecchio non manca di delineare a tutto tondo - e infatti ce li presenta come in una ideale galleria cittadina - anche i ritratti professionali del prof. Florenzo Jaja, del prof. Matteo Fantasia, del prof. Vito Locaputo, del prof. Giacomo de Florio, dell’avvocato Nicola Scarpelli, del prof. Nicola Realmonte, dell’avvocato Giovanni Mastroleo, dell’ing. Domenico Cascella e del dott. Alfredo Laterza. Quindi nel corso della ricostruzione della storia dell’Ospedale Civile Florenzo Jaja l’avvocato Lovecchio non manca neppure di far apparire - non certo come mere comparse - tutti coloro che a vario titolo si son saputi spendere in favore dell’affermazione del nostro nosocomio. E che, per ciò, sono anch’essi presenti, in gran numero, nelle fotoriproduzioni di cui è significativamente ricco il volume che l’avvocato Lovecchio ha dedicato, per l’appunto, non solo alla mera ricostruzione della storia de “L’ospedale civile Florenzo Jaia“-. È quindi grazie a questo ricco apparato paratestuale - che correda come meglio non si sarebbe potuto la rievocazione delle tappe più significative che hanno segnato la vita del nostro nosocomio - che passano sotto gli occhi del lettore molti dei più noti personaggi politici cittadini di questi ultimi anni, poi non pochi illustri primari e ricercatori di fama mondiale che hanno reso noto, in questo ultimo torno di anni, il nostro Ospedale civile. E poi - non certo per ultima - vi compare poi pure una vera e propria folla di conoscenti e amici che il dovizioso apparato paratestuale permette di riconoscere con un non modesto velo di malinconia. Infatti, più spesso di quanto si sarebbe desiderato, molti di costoro non sono più tra noi Il nutrito corredo documentale offerto nel corpo de “L’ospedale civile Florenzo Jaia”, poi - al solito - testimonia l’accuratezza con la quale è stata condotto anche la delicata fase della ricerca storico-documentale che ha poi permesso all’avvocato Lovecchio di dettare le esaustive pagine che compongono il saggio storico che ha dedicato a “L’ospedale civile Florenzo Jaia. Dalle Benedettine ai nostri giorni”. Il volume in brossura (215 pagine, con sovra copertina plastifica a colori, numerose illustrazioni in bianco e nero e quindi numerossisimi grafici e documenti riportati in copia nel corpo del testo, cui segue un altrettanto prezioso indice dei nomi).
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Recensito per Barisera 22 maggio 2006, pag. 18
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Dalle Benedettine ai nostri giorni
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LA STORIA DELL'OSPEDALE CIVILE DI CONVERSANO
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Giuseppe Lovecchio, magistrato tributario con la passione per la storia della sua città, Conversano, dopo aver pubblicato diversi interessanti volumi tra i quali "Padre Michele Accolti Gil, la storia ignota di un gesuita", "Le Confraternite, Congreghe e Opere Pie di Conversano", questa volta ha pensato di ricordare la storia all'Ospedale. L'autore descrive in forma narrativa, sulla base della documentazione archivistica consultata ed in parte riportata, la storia dell'Ospedale dedicato a Florenzo Jaia, filantropo e scienziato, nonchè dei presidenti che si sono succeduti nel tempo (Vito Caputo, Giacomo de Florio, Nicola Scalpelli, Nicola Realmonte). Lovecchio, amante della storia e della ricerca ha consultato centinaia di documenti e letto numerosi verbali, molti dei quali riportati nel volume, attraverso gli stessi ha ricostruito, anche con l'ausilio di contributi del prof. Matteo Fantasia e dell'avv. Giovanni Mastroleo, l'excursus storico, amministrativo e legislativo dell'Ospedale. Non mancano notizie relative a inchieste sui medici (1864), a causa di una elevata moria di poveri, di ispezioni e indagini ministeriali, delle onoranze funebri in occasione della morte del suo fondatore, Florenzo Jaja, direttore sanitario e chirurgo, di arditi interventi eseguiti dal prof. Vito Caputo, di convegni medico-chirurgici, curiosità, ecc. Insomma, un libro-documento tutto da leggere, anche perchè l'Ospedale, come sottolinea nella presentazione il sindaco Francesco Iudice, è considerato dai conversanesi, "Sinonimo di orgoglio e prestigio, sia per la longevità dell'istituzione sia per la innegabile importanza strutturale del presidio stesso", elogiando l'autore per l'encomiabile iniziativa che non può che dar lustro alla amata città di Conversano.
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Vittorio Polito
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Scheda bibliografica
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Autore |
Giuseppe Lovecchio |
Titolo |
L'Ospedale Civile Florenzo Jaia Dalle Benedettine ai nostri giorni |
Editore |
Arti Grafiche Scisci Conversano |
Prezzo |
€ 15.00 |
data pub. |
marzo 2006 |
In vendita presso: |
Coop. Armida Conversano Telefono: +39 080 4959510 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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