Novelle di questi e d'altri tempi
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Recensione di Teresa Maria Rauzino

  
Novelle di questi e d'altri tempi
In foggia nell'anno 1648
del P. fra Gabriele da Cerignola

La raccolta “Novelle di questi e d’altri tempi” di Oronzo Marangelli fu pubblicata il 10 aprile 1941 dall’editore Fallarino di Benevento 1.  L’evento fu festeggiato in casa  dell’industriale Guido Alberti: il salotto più “in” della città, ritrovo degli intellettuali del Sannio. Alberti, attore di teatro, cultore di storia medievale, era il proprietario della nota ditta di liquori che nel 1947 sponsorizzerà il Premio Strega, ancora oggi il più prestigioso riconoscimento letterario italiano.  
Marangelli, la sera della presentazione, intervenne in casa Alberti con tutta la sua famiglia, che da Foggia, dopo due anni di lontananza, lo aveva finalmente raggiunto a  Benevento. Quella sera fu al centro dell’attenzione perché accompagnò al pianoforte un soprano “dalle splendide fattezze creole”, che cantò romanze in suo onore. Da lei fu invitato ad aprire le danze… come si usava durante le  feste degli sposi. E  istintivamente i figli di Marangelli e gli altri ragazzini cominciarono a gridare: Evviva gli sposi! suscitando la gelosia di donna Teresa de Plato: il rientro a casa fu a tratti “infuocato”. Marangelli era un bellissimo quarantenne: il sogno di tutte le donne… 
Una giornata  diversa, questa di Marangelli, rispetto alle solite che lo vedevano impegnato a tempo pieno nell’Istituto Magistrale “Guacci” diventato, in assenza della sua famiglia, la sua prima casa. Dopo i primi momenti “tragici” segnati dall’allontanamento forzato da Foggia, ma soprattutto dal lutto familiare che gli  aveva portato via il figlioletto più piccolo, “fiore del suo giardino”, Marangelli aveva trovato un ambiente accogliente oltre che a scuola dove il preside Mundo e i colleghi lo onoravano della loro stima ed amicizia, anche negli ambienti frequentati dall’intellighentia sannita dove si respirava odore di fronda al fascismo.  Qui aveva conosciuto Alfredo Zazo, docente di paleografia latina e diplomatica all’Università di Napoli, fondatore e direttore di Samnium, che lo invitò a pubblicare i suoi saggi sulla sua prestigiosa rivista.
Per il paleografo Marangelli, la città di Benevento, ricca di vestigia medievali come la chiesa di Santa Sofia, era una continua scoperta. Trascrisse tutti i documenti che attestavano contatti con la Puglia ed in   particolare la preziosa pergamena, risalente al luglio 1114,  in cui veniva citato per la prima volta il nome della città di San Severo.
Un ambiente, quello di Benevento, stimolante sotto tutti i punti di vista. Oronzo vi attinse linfa vitale  per “estraniarsi” dal ricordo quasi ossessivo dei responsabili del suo forzato allontanamento da Foggia. In che modo? Sublimando i nomi di Aluisio Polemio e Flaviano nel ruolo di protagonisti delle sue Novelle di questi e d’altri tempi. Dietro il nome grecizzante 2 ritroviamo, nella veste di vittima, l’integerrimo ex collega e preside del Lanza Matteo Luigi Guerrieri, che diventa bersaglio di uno scherzo irriverente di Alfredo Bono, studente ogni anno alle prese con i docenti di latino e greco da “studiare” nei loro punti di debolezza per ottenere alla fine dell’anno l‘agognata  “seificazione”, cioè il fatidico sei, che gli permetterà di passare alla classe superiore, nonostante l’insufficienza in due materie fondamentali del liceo-ginnasio.  E’ una sfida che lo vede impegnato da ben otto anni, dalla prima ginnasiale alla terza per schivare la bocciatura in latino, dalla IV ginnasio fino al II liceo per superare anche lo scoglio arduo del greco. Alfredo Bono diventa insuperabile nello studio della psicologia dei suoi docenti più ostici: il prof. ha la simpatica abitudine di pescare la pagina bianca del libro, che presuppone non sia stata mai studiata dall’alunno? E lui sottolinea tutte le pagine del libro che non ha mai studiato, ad eccezione dell’unica pagina di cui ha imparato a memoria lettura, traduzione e commento. Il gioco è fatto…  puntualmente arriva la “meritata” promozione.
Purtroppo ogni anno Alfredo ha la sfortuna di cambiare i professori. Ed ogni anno deve iniziare tutto daccapo, superando se stesso. Durante il secondo anno di guerra accade l’imprevisto! I professori mancano. Aluisio Polemio, preside del liceo, assume l’insegnamento del latino e del greco proprio nella terza liceale frequentata da Alfredo Bono. Il signor preside è l’incorruttibilità personificata: boccia senza pietà soprattutto chi si va a raccomandare! Anche se non è una cima, gode fama di essere “terribile, terribilmente terribile, intransigente con gli alunni, severo, abilissimo a non farsela fare. “Capacissimo di bocciare anche per il solo greco”, di cui snocciola tutte le etimologie in uso nella lingua corrente. Afferma spesso che “chi non sa il greco non può fare neanche il facchino!”, in dialetto “vastaso” dal greco bastazo.
Comincia l’anno. E si avverano le più nere previsioni! Alfredo vede fioccare i due e i tre nel primo trimestre: sono un’aperta sfida alla sua intelligenza. Finalmente scopre il tallone d’Achille di Aluisio Polemio. Durante le lezioni costui parla continuamente dei razionamenti alimentari cui si è forzatamente sottoposti nel periodo di guerra. Olio, pasta e zucchine mancano sulle tavole degli italiani, per non parlare del risotto alla milanese. Certo c’è la guerra; Trento, Trieste.  Ma intanto si muore di fame e il governo non provvede. Comincia a vacillare il suo amor di patria, ormai riservato alle manifestazioni. Per non parlare del suo “colore politico” che sembra orientarsi decisamente in direzione opposta a quella o “ufficiale”, in vista delle imminenti elezioni postbelliche.
E che fa Alfredo Bono? Infagottato di ogni ben di Dio, comincia a presentarsi a casa del preside. L’inflessibilità personificata, dopo qualche piccola resistenza, alza bandiera bianca… e lo studente viene “seificato” anche per quell’ultimo anno. Stavolta può concedersi la soddisfazione che negli anni precedenti ha assaporato solo silenziosamente. Il trionfo sarà plateale. Infierirà crudelmente sulla sua vittima.
Alla ferale notifica del debito da parte dell’ufficiale giudiziario, Aluisio Polemio riacquisterà tutta la sua dignità: con un volitivo moto d’orgoglio, insieme al danaro inoltrerà a Bono un minaccioso redde rationem.
Nella seconda novella, Marangelli ci trasporta in un mondo agreste dove il protagonista Flaviano 3, disabile psichico, viene bersagliato da tutta la comunità. La padroncina, i bambini, le donne e gli uomini ridono di lui, provocandolo con le loro domande ed i loro scherzi di cattivo gusto. E lui gode di trovarsi al centro dell’attenzione generale quando come un novello samurai ingaggia battaglie contro nemici visibili ed invisibili  con il coltello che sa lanciare con precisione millimetrica. Il suo idolo è la padroncina Maria che non lo schiva, ma  ferma ogni volta il suo veloce calessino per parlare con lui e sorridere delle sue smorfie. Inconsciamente Flaviano diventerà il suo protettore, una sorta di giustiziere della notte, eliminando un pericolo che si profila minaccioso all’orizzonte. La novella si snoda con un ritmo incalzante, con felici incursioni “visionarie” e surreali. La risata folle di Flaviano echeggia nelle notti della campagna mentre egli combatte solitario contro le ombre lunghe della notte…
Le altre due novelle si inseriscono nell’atmosfera di fiducia che avvolge l’Italia nel 1941, anno in cui le sorti della guerra sembrano propizie alle forze dell’Asse. Emergono gli echi dell’intensa campagna propagandistica che da anni incita gli italiani a sottrarre il Mediterraneo all’egemonia inglese, a rivendicare i diritti millenari di Roma, e quindi dell’Italia, sul mare Mediterraneo, enfatizzandone l’importanza vitale per il territorio nazionale. La propaganda bellica incita “all’odio contro i nemici per i loro secolari soprusi. Dal Convegno di Plombiéres all’occupazione di Tunisi, dall’arbitrario possesso di Malta a Versailles, dalla Guerra d’Africa fino a quella attuale, Francia e Inghilterra hanno sempre tradito l’Italia, ostacolato il suo cammino, intralciato il suo progresso”. L’implacabile guerra sottomarina che i sommergibili del tripartito conducono su tutte le rotte del nemico, il valore della marina, dell’esercito e dell’eroica aviazione, sono viste come garanzia di successo.  La vittoria toccherà finalmente all’Italia. Ne sono tutti convinti.
Oronzo Marangelli, da sempre allergico alla retorica guerrafondaia del Regime, ne prenderà spunto per creare due originali situazioni narrative. In Louis Warrier, il conflitto che contrappone l’Italia alla nazione che da secoli esplica la sua massima potenza sui mari, “la perfida Albione”, si somatizza nella rottura di un rapporto familiare profondo, che lega un vecchio ufficiale della marina inglese al nipote Angelo Mari, giovane guardiamarina della flotta italiana. Un rapporto quasi filiale che si incrina profondamente appena l’Italia entra in conflitto con l’Inghilterra. La profonda venerazione che Angelo nutre per il nonno si trasforma in gelida freddezza che porterà l’anziano ufficiale a spegnersi lentamente, fino alla tragica fine. La notizia dell’affondamento della sua nave, simbolo dell’orgoglio di un’intera vita, porrà fine a una lenta agonia…  Il voto ha per temal’eterna rivalità che contrappone gli italiani ai “cugini” francesi. La trama si può riassumere in poche battute. Un alto ufficiale, subito un disonorevole affronto da parte di un ufficiale francese durante la prima guerra mondiale, si ritira in convento sotto mentite spoglie per meditare vendetta. Esce allo scoperto molti anni dopo, dopo l’entrata in guerra dell’Italia contro la Francia.  Sedata finalmente la sua inquietudine dopo il regolamento del conto in sospeso con la signora Francia,  decide di tornare nel sereno silenzio del chiostro, schivando ogni onore.


1 E’ il periodo del “confino” beneventano del  professore di Conversano.

2 Il preside-prof. Aluisio Polemio spiega agli alunni che la traduzione del suo nome è Luigi il Guerriero.

3 Il riferimento molto labile, è a Flaviano Pilla,  preside del Magistrale Poerio.

 

Teresa Maria Rauzino
Scheda bibliografica
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Autore Oronzo Marangelli 
Titolo Novelle di questi e d'altri tempi
Editore Edizioni Pallarino - Benevento
Prezzo € s.p.i.
data pub. 1941
In vendita presso:
 www.editriceparnaso.it 

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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