L'Ufficio delle tenebre nell'Ottocento conversanese
Un raro esempio di canto fratto a quattro voci
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Recensione tratta dal Bollettino Ceciliano, rivista di musica sacra.
Anno 2011, mese di maggio (numero 5), pp. 159-160.
  
Collana Crescamus 15

Lalorizzazione del patrimonio musicale identitario rappresenta uno dei migliori frutti della New Musicology. I cosiddetti Local Studies e le nuove metodologie promosse dalla disciplina nota come ‘microstoria’ continuano a incentivare lo studio, l’archiviazione e la riedizione di partiture che fino a pochi anni fa erano pregiudizialmente escluse dall’indagine storiografica. Il lavoro che Claudio Del Medico ha condotto sulle fonti conservate a Conversano presso l’Archivio Capitolo Cattedrale, l’Archivio Diocesano, l’Archivio Storico Comunale e nell’Archivio Unico Diocesano di Monopoli, rappresenta un esempio mirabile sia per il rigore filologico e la finezza ecdotica con cui sono stati vagliati i documenti musicali e archivistici, sia per la capacità di delineare ampi profili storici relativi a un contesto cittadino di florida e costante produzione musicale (per chi lo ignorasse, Conversano era una delle sedi dei conti Acquaviva d’Aragona). Del Medico alterna sapientemente microscopio e telescopio fornendo dati specifici e particolareggiati sul singolo documento locale e, al tempo stesso, sintetiche panoramiche sulla situazione della musica sacra nei diversi secoli. All’interno del primo volumetto (il diminutivo è da riferirsi alla quantità di pagine, non certo alla qualità di esse, sempre abbinata a una snellezza che va a tutto vantaggio del lettore) l’autore non si limita a inanellare un arido elenco di nomi e date, bensì definisce un percorso più complesso dove accanto all’attestazione delle singole personalità musicali si tenta di chiarire aspetti legati alla prassi esecutiva – sempre suffragati dalla natura codicologica del documento esaminato – quali, ad esempio, la realizzazione alternatim della sequenza pasquale sviluppata, a Conversano più che altrove, nelle sue potenzialità ‘teatrali’, oppure l’alternanza tra cantori e organo solo evidenziata in alcuni brani dell’Ordinarium. Anche quando – nel caso delle pagine dedicate agli organi storici – l’indagine potrebbe rimanere in un perimetro squisitamente organologico, Del Medico s’interroga su problemi d’ordine acustico o legati alle consuetudini concernenti il posizionamento degli organi all’interno delle chiese. Un altro aspetto meritorio del metodo di Del Medico risiede nella decisione di incrociare i dati archivistici relativi alla situazione di Conversano con quelli provenienti dai centri limitrofi, in particolare da Monopoli (all’epoca una diocesi separata da quella di Conversano), al fine di scongiurare i rischi connessi a una deriva ‘campanilistica’ che fino a mezzo secolo fa angustiava gli storici locali. Non mancano poi suggestivi ragguagli sulla situazione delle monache impegnate nel servizio musicale o nella didattica o delle più significative presenze femminili in campo compositivo (Porzia Van Westerhout in primis); si tratta di preziosi tasselli che vanno ad arricchire un filone di studi oggi gratificato di rinnovato interesse dalla musicologia internazionale: si vedano le pagine dedicate alla doppia tastiera per l’organo del monastero di San Benedetto, la cui ubicazione permetteva la collaborazione di organisti uomini senza inficiare l’obbligo di clausura. L’ultima parte del libro si concentra sulle vicende tardo ottocentesche e di primo Novecento, spesso più ardue da vagliare storicamente in quanto il progressivo declino del servizio musicale liturgico si rifletteva nella trascuratezza con cui venivano compilati i documenti che si facevano laconici e lacunosi (di sicuro meno ricchi di fascino: non è un caso che analoghe indagini sulla musica sacra nelle diocesi italiane preferiscano, di norma, fermarsi intorno alla metà del XIX secolo).
Gli altri due libri – che si avvalgono di un lavoro a quattro mani di Del Medico coadiuvato da Donato D’Attoma – limitano a una manciata di pagine la parte discorsiva e si pongono come edizioni critiche di due diversi esempi di responsorii per la settimana santa in canto fratto: nel primo, seicentesco, l’analisi del manoscritto con la lampada di Wood ha permesso la restituzione della mensuralità peculiare alla stesura primigenia (conservata nella trascrizione moderna grazie alla scelta del metro 2/2). Accanto a un’intelligente ‘guida all’ascolto’, accattivante anche per un lettore non specialista, Del Medico confeziona un’agile sintesi sulle vicende che l’intonazione dei responsorii per la settimana santa conobbe a Conversano dal 1659 (data plausibile per la fonte editata) fino al 1955, anno dell’abolizione  del rito da parte di Pio XII. Ancora più interessante la lettura della seconda fonte, databile intorno al 1803 (ma scorrendola si sarebbe tentati di proporne una postdatazione, considerato l’uso scaltrito delle settime), nella quale viene concretizzato uno degli inconsueti casi di canto fratto a quattro voci ad opera del compositore conversanese Ignazio Candela. La premessa all’edizione critica in questo caso ha un respiro più ampio e lascia confluire alcuni dati già presentati nel primo dei tre libri qui recensiti. L’auspicio è che queste pubblicazioni – non affette dai vizi del localismo – non abbiano una diffusione meramente locale ma che possano raggiungere una pubblicità adeguata a porle in relazione con ricerche simili: penso a quelle di Biancamaria Brumana relative alle fonti umbre, o a quelle, sui codici del Trentino, di Marco Gozzi, o ancora a quelle – presto edite – di Domenico De Cesare sulle fonti in canto fratto negli Archivi di Molfetta e Giovinazzo. Si tratta dunque di unire le tessere di un complesso mosaico capace di restituire l’immagine di tradizioni sepolte, a tratti oscure, ma non per questo trascurabili.

Lorenzo Mattei
Scheda bibliografica
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Autore Claudio E. Del Medico - Donato D'Attoma
Titolo L'Ufficio delle tenebre nell'Ottocento conversanese
Un raro esempio di canto fratto a quattro voci
Progetto grafico Vincenzo Perillo
Prezzo contributo
data pub. dicembre 2010
In vendita presso:
Coop. Armida Conversano Telefono: +39 080 4959510
E-mail: coop.armida@libero.it 
info@archiviodiocesano.info
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